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Marco Montemagno e la discutibile rubrica di educazione finanziaria con Generali.

Marco Montemagno porta avanti da un po’ di tempo a questa parte una rubrica finanziaria in “partnership” con Banca Generali.
Marco!
 

Dopo aver venduto NFT in modo molto discutibile, spingendo le persone a comprare qualcosa che ha perso in breve tempo gran parte del suo valore, adesso tenti di recuperare con una rubrica di Educazione Finanziaria, facendo una figura ancora più maldestra.

Sì perchè con chi la fai la rubrica?

Con chi è in conflitto di interesse verso i risparmiatori!

Proprio non ne azzecchi una.

Eppure il mio libro te l’ho mandato e l’hai ricevuto, e si può presumere che essendo tu avido lettore, l’abbia pure letto, e comunque da un influencer della tua stazza l’ignoranza non dovrebbe essere contemplata.

 
Ti ritrovi  così immischiato in una rubrica dove a educarci finanziariamente sarebbe un “partner” (Ma partner significa che ti pagano? Quanto ti pagano?) che io considero inadeguato a svolgere il compito di educatore, e adesso ti spiego perchè.

C’è un palese conflitto di interesse esistente con i risparmiatori.

I fondi PICTET che menzioni (ma anche altri), spesso fanno molto peggio dei benchmark pur avendo costi molto alti.

 
C’è uno studio che indica che il costo di gestione medio che viene applicato sui fondi è anche superiore al 3% che è una cosa clamorosa.
Un 3% che viene ovviamente trattenuto dagli investitori, nonostante le spesso poverissime performance.
 
Marco Montemagno fa fare l’educazione finanziaria ad un soggetto che si trova in conflitto di interesse con gli investitori, il quale utilizza per collocare i propri prodotti una rete di promotori finanziari che dal 2019 sono stati rinominati “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede“, di modo che non si capisca troppo la differenza rispetto ai Consulenti Finanziari indipendenti (autonomi), e la cui differenza invece è enorme visto che per definizione i “fuori sede” vengono pagati dallla banca, la quale li retribuisce tramite le commissioni prese direttamente dai prodotti finanziari collocati e che spesso hanno costi enormi.
 
Il conflitto di interessi è palese e come dice in modo molto diplomatico il Presidente dei Consulenti Indipendenti NAFOP, Cesare Armellini, “I fuori sede si trovano a mediare gli interessi di banche e risparmiatori”.
 
Lui la ammorbidisce molto, occupando un ruolo istituzionale, ma la sostanza non cambia.
 
Questo è un argomento di cui dovremo parlare.
 
Allego la schermata dei costi di un tipico fondo Pictet, il Multi Asset Global Opportunities che oltre a costare 1.79% all’anno e fino a 3% in ingresso (tot primo anno 4.79% RENDERSI CONTO)
 
Uno dice, va beh ma avrà battuto il mercato!
Negli ultimi 5 anni è stato stracciato da SP (negoziabile con un banalissimo ETF dai costi quasi nulli). 
 
Uno potrebbe pensare, ma il Pictet è bilanciato…
Sì certo, talmente bilanciato che durante l’ultimo anno, HA PERSO DI PIU’ DI SP500.
 
E voi a seguire come boccaloni una rubrica i cui soggetti promotori dell’iniziativa, sono in evidente conflitto di interesse.
 

Non metto in dubbio la reputazione di Crespi, l’ultimo invitato, nonostsante non sia presente all’interno dell’apposito albo dei consulenti finanziari.

Ma da un promotore di educazione finanziaria ci si aspetta l’essere al di sopra delle parti, nell’interesse dei risparmiatori, come può quindi esserlo un soggetto in conflitto di interessi per definizione?

 
Non lo so, ma presumo che lo paghino bene Marco Montemagno, e indovinate con i soldi di chi?
 
Marco Montemagno in una delle ultime dirette, asserisce di voler sfatare dei miti sugli investimenti.
 
Qua se c’è un mito da sfatare, è che la rubrica di Montemagno sia in assenza di conflitto di interesse e neutralità.

Requisito necessario per ricevere informazioni corrette sul mondo della finanza.

 

Chi ha fatto il percorso formativo della scienza degli investimenti, a cura di un vero Consulente Finanziario Indipendente, queste cose le sa già, se te lo sei perso, è possibile averlo in regalo fino a fine mese, con l’unico vincolo di completare il corso, che include anche i test di verifica e l’attestato di partecipazione, entro il 15 Dicembre.
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EDIT: Qualche precisino mi ha fatto notare, che, come giò avevo detto io, il MAGO in EUR con SP500 in USD non sono paragonabili sia per la valuta sia perchè sono di tipologia differente e quindi il paragone può essere considerato fuori luoigo.

Premesso che ho controllato SP500 EUR hedged in 9 anni ha prodotto il 122% con una volatilità massima del 24,53% mentre MAGO nello stesso periodo ha prodotto 10.9% con volatilità del 5.79%.

 
S&P EUR HEDGED
 
Normalizzando la volatilità di SP500 a quella di MAGO il risultato sarebbe 28,79% (contro 10,9%). E so, che comunque parliamo di strumenti non paragonabili a livello di asset allocation, ma almeno a livello matematico ci si fa un idea.

Inoltre su Mago avreste pagato fino a 3% di costo di entrata, e il 10.9%, sarebbe stato 7.9%. Ma facciamo finta di niente visto che le commissioni di ingresso sono negoziabili, ma non azzerabili.

Tutto ciò ovviamente non c’entra nulla con quanto esposto in questo post, trattasi di mera precisazione, poichè qualcuno ha voluto precisare che stavo comparando strumenti molto differenti.

Per maggiore trasparenza, pubblico la schermata di Morning Star delle performance di PICTET MAGO che in 9 anni ha prodotto meno di 11%, e per questo risultato i risparmiatori hanno pure pagato commissioni molto salate.

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