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Un libro di 31 anni ma sempre attuale ”Le 7 regole per avere successo”

Un libro di 31 anni ma sempre attuale ”Le 7 regole per avere successo”

Le 7 regole per avere successo è una pietra miliare della crescita personale, un genere che spesso si presta a banalità sdolcinate e slogan, che lasciano il tempo che trovano, non è questo il caso. Questo testo è stato pubblicato nel 1989, un periodo molto diverso da quello attuale. Nonostante ciò, questo libro continua ad essere un testo consigliato e venduto. In 31 anni, ha venduto più di 40 milioni di copie  ed è al centro dello sviluppo di un’azienda di formazione alla leadership presente in 150 paesi.

Qualcuno potrebbe pensare che “le 7 regole” sia un testo vecchio al giorno d’oggi. Stiamo vivendo un anno particolare, pieno di cambiamenti e sfide, il mondo sta attraversando enormi cambiamenti che mettono in discussione l’idea stessa di “successo”.

In “le 7 regole per avere successo”  si trovano consigli utili per affrontare alcuni complicati problemi moderni. Connettersi a persone che sono diverse da noi, considerando le difficoltà e le situazioni che vivono gli altri, essendo attivi promotori di un cambiamento collettivo.

Rifletti sul significato di successo

Sin dall’inizio Covey annuncia la regola 1: Sii proattivo.

Covey incoraggia le persone ad essere indipendenti, a non fare le vittime e affrontare con coraggio e determinazione le sfide della vita.

La teoria generale di Covey è che il successo arriva alle persone che sviluppano un carattere forte. Secondo Covey se persegui ideali come l’integrità, l’umiltà, la fedeltà, il coraggio e la giustizia, avrai successo. Penso che ciò sia vero, ma forse bisognerebbe definire meglio cosa si intende per “successo”.

Covey ci parla della storia commovente di una sua amica che ha dimostrato di essere molto forte mentre moriva di cancro, per poi passare al racconto di un sopravvissuto all’Olocausto che nell’inferno dei campi di concentramento, trova la forza di andare avanti grazie a piccoli gesti simbolici.

Penso che i consigli di questo libro siano soprattutto orientati verso un’idea del successo diversa dal classico “ricchezza, fama, denaro, notorietà” ma piuttosto al raggiungimento di uno spazio dentro di noi impermeabile alle varie ingiustizie della vita.

Questo concetto sarà sempre attuale infatti l’ho ritrovato anche in un recente corso di formazione dove si affrontava una lezione dedicata alo sviluppo della “infottibilità”, ovvero uno spazio dentro di noi in cui possiamo essere felici e che sia inattaccabile a qualunque circostanza si possa verificare nel mondo esterno.

 

Magari non diventerai mai un grande CEO, un grande imprenditore o qualunque cosa pensi oggi che per te sia importante, ma credere nel proprio potere di influenzare il cambiamento a prescindere dal risultato esterno, è un elemento chiave, perché ti permette di scoprire l’importanza di godersi il viaggio, il percorso, rappresenta il cambiamento nella sua più tangibile manifestazione, non importa quanto scoraggianti siano le sfide che dovrai affrontare .

Vediamo le regole 2, 3 e 5

Il successo di le “7 regole” dipende dal fatto che non è davvero un libro sul business. Covey voleva che il suo lavoro fosse una guida per l’educazione dei figli, le relazioni, i rapporti d’affari e le questioni di valore etico e spirituale. Il libro è nato da una ricerca sulla moralità e il comportamento su cui Covey ha lavorato in una sua ricerca ad Harvard.

La regole n. 2, Inizia dalla fine. Inizia con l’immaginare te stesso al tuo funerale. E’ un principio che seppur in modo diverso, viene utilizzato efficacemente anche in quello che viene chiamato “processo Dickens”, un potente esercizio di meditazione guidata ideato da Anthony Robbins.

Come vuoi essere ricordato? Partendo dalla scena del funerale, vai a ritroso per definire i passi per costruire il tuo futuro. È un’idea intelligente: il modo più genuino per scoprire i tuoi veri valori, invece di lasciarti trascinare dalle influenze culturali, dalle opinioni degli altri o da falsi obiettivi come il denaro, la fama o il successo, che sono sempre obiettivi intermedi che scegliamo per qualche altra ragione nascosta che merita di essere portata alla luce.

Ora proseguiamo con un altro problema davvero molto attuale.

L’altro giorno ripassavo il libro di Covey, non avevo meno di 26 schede aperte in Google Chrome. Tra cui un post su facebook con decine di commenti di gente che litigava furiosamente, notizie di cronaca, la mia casella di posta in arrivo, con tre email aperte.

Inoltre: avevo una scheda aperta su Aliexpress per un regalo che avevo intenzione di acquistare, una pagina aperta per donare a un ente di beneficenza, messaggi su whatsapp e su line che mi distraevano continuamente.

Di fronte ad una situazione simile, dopo aver letto il libro di Covey, ti chiedi.

“Quale serie di azioni mi porterà ad essere il tipo di persona a cui aspiro?”

Covey su questo da un consiglio ben preciso, la regola numero 3. Dare la precedenza alle priorità.

Identifica le attività che hanno un impatto positivo sulla tua vita e in base a ciò pianifica il tuo tempo.

E poi c’è la regola n. 5, che in molti spesso dimenticano, cerca prima di capire, poi di essere capito . Covey lo spiega attraverso una serie di conversazioni in cui le persone si fraintendono ripetutamente. Chi è bravo in ​​questa abitudine, dice Covey, prima impara ad ascoltare veramente le persone, cercando di capire cosa l’interlocutore vuole comunicarci, andando oltre il significato letterale delle parole. In seguito, chi è bravo a praticare questa regola, impara a presentare i propri pensieri in modo che l’altra persona, che ha inevitabilmente una mente diversa, potrebbe trovare interessante.

Questo consiglio è molto utile nell’attuale periodo storico, in particolare sui social media, dove le persone vomitano tutto ciò che pensano ignorando totalmente l’interlocutore.  Covey sostiene che se  stiamo discutendo di un argomento, sarebbe saggio farlo con la consapevolezza che è interesse di tutti arrivare alla fine del dibattito ad una versione condivisa, anche se la versione finale potrebbe essere anche molto diversa dalla nostra posizione iniziale.

Le regole 6 e 7

Sinergia (regola 6) significa lavorare in armonia con gli altri. E’ una di quelle regole auree che leggiamo anche in “Pensa e arricchisci te stesso”. E’ chiaro che l’unione congiunta dello sforzo di due persone equivale ad un risultato molto più che doppio. In pratica quando si lavora assieme agli altri, le energie non si sommano solamente, ma si moltiplicano. Peccato che questo concetto spesso si scontri con politiche aziendali o sociali tese a far competere gli individui tra loro anziché collaborare. Di certo non si ottiene sinergia con questo modo, semmai il risultato è contrario. Quindi lavorare insieme non è una cosa fisica, cioè lavorare fisicamente nello stesso ufficio, quanto piuttosto una questione di mindset e predisposizione ad ascoltare e interagire con gli altri.

Regola n. 7 , è quella di affilare la lama prima di sferrare il colpo, che deriva dalla famosa metafora che ruota attorno all’importanza di affilare l’ascia per  abbattere l’albero. Covey ci ricorda l’importanza di mantenere buone abitudini per essere sempre allenati dal punto di vista fisico, mentale, emotivo e spirituale.

Come tanti best seller di lunga data, primo tra tutti l’immortale “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill, le “7 regole per avere successo” di Stephen Covey, seppur obsoleto in certi passaggi, rimane comunque un testo che vale la pena leggere anche nel 2020, se non altro come promemoria di concetti ben noti ma che tendiamo a dimenticare.

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