Il sistema che aiuta se stesso.

Delle persone non gliene frega niente.

Sia negli Stati Uniti che in EU è in corso o in programma un altro ciclo di  stimoli (stampa di moneta). Una parte di questi stimoli si traduce nelle disperate manovre dei governi per aiutare le famiglie, o cercare di farlo.

Lasciamo da parte i discorsi sul fatto che battere moneta sia una buona o una cattiva idea, concentriamoci invece sul capire dove vanno a finire i soldi. Succede infatti che quando viene stampata nuova moneta, le istituzioni e i ricchi ne traggono vantaggio per primi, o addirittura esclusivamente.

Per esempio, i leader dell’UE il 21 Luglio hanno deciso di erogare aiuti per 750 miliardi di euro.

In aggiunta agli aiuti precedenti,  l’aiuto complessivo equivale a 2364 miliardi di euro.

Ho già parlato in precedenza di come in realtà soprattutto negli USA gli stimoli vengono trasferiti per via indiretta sul mercato azionario generando una bolla senza precedenti. In europa invece in buona parte gli stimoli vengono utilizzati, sempre in modo indiretto, per comprare titoli di debito pubblico, obbligazioni e mantenere in vita gli stati.

Parliamo della parte di denaro creato (piccola purtroppo) che in effetti finisce in mano alle persone.

In un mondo ideale, le persone userebbero questi soldi per spenderli in beni e servizi all’interno del proprio paese e far ripartire l’economia, stimolandola dal basso verso l’alto.

Il problema è che il debito privato composto da mutui è in costante aumento ed è difficile immaginare le famiglie che escono per farsi un nuovo guardaroba o una TV più grande se non riescono a pagare le rate del mutuo.

Probabilmente le persone comuni useranno gli aiuti ricevuti per mantenere un tetto sulla testa, o non farsi sequestrare la macchina, piuttosto che andare a mangiare fuori o comprare il telefonino nuovo.

Se ciò avviene su ampia scala, allora il denaro destinato alla spesa dei consumatori finirà comunque per tornare nelle banche e alle grandi istituzioni che lo utilizzeranno acquistando obbligazioni, titoli di debito pubblico, e in genere prodotti finanziari e non beni e servizi per far ripartire l’economia.

 

E’ già successo

Viene utilizzata un’espressione molto eloquente per definire la distribuzione di denaro direttamente ai privati cittadini, ed è  “Helicopter Money”. E’ un’immagine che rende l’idea, come un elicottero dal quale vengono fatti piovere soldi sulla gente.

Magari, invece siamo ben lontani dalla realtà. Altro che pioggia di soldi sulla gente.

Il meccanismo per distribuire le misere briciole degli aiuti è quello che conosciamo: bonus, incentivi, contributi sociali, sussidi, sgravi fiscali, riduzioni iva, destinati alle persone che hanno i requisiti, le quali possono farne richiesta.

Ma le persone, quando improvvisamente ricevono una manna dal cielo per far fronte a tempi difficili, scelgono di spenderli per far ripartire l’economia?

È interessante notare che nel mondo ci sono dei precedenti. In Australia, per esempio, nel 2009, 42 miliardi di dollari australiani sono stati utilizzati per aiutare le famiglie con un assegno una tantum di 900 dollari.

L’intervento ha avuto successo?

Ci sono pareri contrastanti, inoltre, questo intervento è stato tenuto nell’ombra, la stampa internazionale non ne ha parlato. In molti hanno riportato che l’assegno è stato largamente usato per ripagare qualche debito pregresso con la banca e andare in vacanza all’estero.

L’effetto sull’economia reale Australiana?

Limitatissimo.

Il problema non sono gli aiuti, che a livello concettuale sono indiscutibili, ma la loro misera entità e soprattutto come le persone decidono di usarli.

Magari sarebbe utile vedere i soldi spesi in beni e servizi locali, per far ripartire l’economia, resta il fatto che le persone pensano primariamente alla loro sopravvivenza (giustamente), e solo dopo possono pensare a far ripartire l’economia del paese in cui vivono.

Se le persone hanno bisogno di pagare la banca per non perdere la macchina, dovrebbero poterlo fare con gli aiuti del governo senza pensarci due volte.

E’ impossibile controllare come i sussidi debbano venire spesi e tentare di farlo provoca solo una ingessatura burocratica nel meccanismo di distribuzione che ne impedisce l’efficacia.

La sopravvivenza deve venire prima di tutto.

La gente era in crisi già prima del COVID, e considerando che solo una microscopica quasi invisibile parte di M2, della massa monetaria, è in mano alle persone che hanno bisogno, è inevitabile che gli aiuti saranno insufficienti a risolvere i problemi economici di una parte di popolazione sempre più significativa. Sì, magari le famiglie verranno aiutate a sbarcare il lunario un mese o due.

E poi?

Inoltre le tasse sono da pagare subito, ma gli aiuti non è chiaro quando arriveranno. Questo disallineamento è assurdo e sembra che alcuni stati, come l’Italia, essendo sull’orlo del fallimento, cerchino di creare assurdi meccanismi in cui gli aiuti invece di venire spesi nell’economia reale, rientrano immediatamente sotto forma di gettito fiscale o acquisto di obbligzioni pubbliche.

In pratica è lo stato che aiuta se stesso per non fallire a discapito delle persone.

FOLLIA!

E le persone?  Boh.

E’ chiaro che gli aiuti così come sono non possono prefiggersi l’obiettivo di avere un impatto significativo sull’economia, non sono nemmeno lontanamente sufficienti. Ciò che si prefiggono è prolungare l’agonia di un sistema, auto alimentando la sopravvivenza del sistema stesso a sfavore del reale benessere della collettività, allontanando più possibile l’inevitabile momento del collasso.

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