La crisi del debito delle piccole aziende negli Stati Uniti e in Europa

 

Quale male oscuro della finanza distruggerà l’economia questa volta?

Prima del 2008, avevi mai sentito parlare di titoli garantiti sui mutui subprime? Obbligazioni di debito garantite? Credit default swap?

In questo momento ci sono sempre più operatori non bancari che prestano alle piccole imprese. Questa attività in inglese si chiama “factoring”. Il factoring è cresciuto a dismisura nell’ultimo decennio e può essere la causa del prossimo collasso finanziario.

Supponiamo che tu sia una piccola impresa e hai un problema di flusso di cassa. I clienti ti devono 200.000 euro, ma sono lenti a pagare.

Prima del 2008, una piccola impresa avrebbe attinto al fido in banca. Ma dopo il crollo, le banche hanno ritirato buona parte dei prestiti e dei fidi.

Semplicemente i banchieri si sono presentati e hanno imposto nuove regole. Nessuna negoziazione. Prendere o lasciare. E’ successo sia in USA che in Europa.

Anche io avevo un fido, mai usato, che poco dopo la crisi del 2008 è stato unilateralmente revocato dalla banca senza motivazione alcuna.

La sporca verità è che, dopo la crisi, le banche hanno avviato politiche di credit crunch verso le piccole e medie imprese e hanno lasciato sguazzare nell’oro le grandi aziende. La Deutsche Bank ha continuato a prestare a Donald Trump centinaia di milioni di dollari fino al 2011, anche dopo che è stato dichiarato insolvente.

Ecco come funziona oggi per le piccole e medie imprese che vogliono avere un prestito. (al netto dei prestiti erogati per il COVID su cui apriremo un altro capitolo altrove)

Se sei una piccola impresa e stai aspettando di ricevere 200.000 euro da clienti lenti a pagare, accetti di vendere le tue fatture a un’azienda esterna per una commissione. Ad accordo fatto ti viene pagato subito l’importo della fattura meno la commissione.

ATTENZIONE. Nella maggioranza dei casi viene utilizzata una clausola che prevede che in caso la fattura non venga pagata, ne è responsabile l’imprenditore, ergo all’’imprenditore verrà revocato il prestito della somma che dovrà immediatamente rimborsare di tasca propria. Infatti l’imprenditore firma come garante personale del prestito, dando accesso a tutti i suoi beni personali in caso di insolvenza.

E’ una tipica forma per prestare denaro senza essere formalmente dei prestatori di denaro, ovviamente a dei tassi molto maggiori di quelli bancari, infatti in calce al contratto sono presenti diciture di questo tenore: “Niente di quanto contenuto nel presente documento deve essere interpretato come l’erogazione di un prestito ad interessi.

Una clausola come questa esiste in tutti gli accordi di questo tipo, insieme ad una forma studiata ad arte al quale chiarisce che il denaro ricevuto non è un prestito.

Perché?

Perché chi eroga il prestito, non vuole essere regolamentato come le banche, pertanto deve nascondersi dietro adegli artifizi. Le normative bancarie richiederebbero standard più severi, controlli serrati, requisiti patrimoniali e tutela dei consumatori.

 

Tutto questo come farà crollare l’economia?

In primo luogo, come i subprime ai tempi, questo tipo di attività è ampiamente diffusa e nonostante ciò nessuno sembra saperne nulla.

Poi, dare dei prestiti a fronte delle fatture è un castello di carte che può crollare da un momento all’altro, basta un altro po’ di recessione (in arrivo) e il gioco è fatto.

Quando in una famiglia mancano i soldi, la prima domanda che ci si fa è: “Per quanto tempo posso rimandare il pagamento delle tasse scolastiche dei miei figli o la bolletta della luce?”

O ancora peggio: un cliente in difficoltà può contestare una fattura, dicendo che l’imprenditore non ha reso il servizio o il servizio o bene era non conforme.

Non è bello, ma succede.

In fondo alla catena ogni servizio serve le famiglie, tutto si basa su questo alla fine dei giochi.

Quanti proprietari di piccole imprese perderebbero la casa che hanno messo a garanzia a causa di questi prestiti se si verificasse una flessione che interessasse i pagamenti delle fatture da parte dei clienti finali?

È difficile dirlo a causa della mancanza di dati precisi. Tuttavia, possiamo fare delle stime.

E’ stato calcolato che la quantità di prestiti per piccole imprese è crollata di oltre la metà durante la crisi e ha visto solo una ripresa molto limitata dopo la crisi. I prestiti alle piccole imprese sono diminuiti del 40% rispetto ai livelli pre-crisi.

Potenzialmente, il 40% delle piccole imprese oggi si affidano a questo tipo di finanziatori non regolamentati, invece che a banche: un cambiamento enorme nel meccanismo di finanziamento.

Ecco un’altra statistica: le piccole imprese costituiscono il 99% di tutte le imprese e generano quasi la metà dell’attività economica sia in USA che in EU.

Oggi, quasi metà dell’economia ha un’esposizione enorme, potenzialmente fatale e in gran parte sconosciuta, formata da dei prestiti ombra.

E’ solo questione di tempo e un’altra bolla è pronta a scoppiare.

E’ un effetto domino in arivo.

Benvenuti nella prossima crisi finanziaria.

 

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