Crisi Finanziaria: CLO, Il nuovo CDO.l Il derivato di un derivato!

Il CLO, un derivato di un derivato della grande recessione, potrebbe essere la causa della prossima crisi

CLO: Il nuovo CDO

L’obbligo di un prestito garantito, o CLO, è molto in voga in questo momento nel mondo della finanza. Un CLO è un titolo costituito da prestiti con caratteristiche simili. Queste caratteristiche possono essere le date in cui maturano i prestiti, i loro profili di rischio, ecc. I CLO sono diventati popolari grazie alla necessità degli asset manager di generare rendimenti elevati per i loro investitori.

La caccia al rendimento che porta alla crisi è un tema ricorrente nel settore bancario.

I banchieri hanno l’obbligo di ottenere rendimenti per i loro investitori, inoltre, se superano i parametri di riferimento, vengono remunerati con elevati bonus. Purtroppo, troppo spesso vediamo che la priorità viene data ai bonus e ai compensi di chi lavora nel mondo finanziario piuttosto che agli interessi a favore della solidità del sistema.

Spero che questa storia non finisca come nel 2008.

Durante la crisi finanziaria del 2008, i banchieri avevano impacchettato i mutui subprime in tranche (titoli) e li avevano venduti agli investitori. Questi titoli erano chiamati obbligazioni di debito garantite o CDO. I mutui sono stati collocati in tranche “senior” e “junior”, che differivano per tassi di interesse e profili di rischio. Le tranche junior sono le ultime a ricevere il rimborso della garanzia in caso di default.

Questo li rende più rischiosi, ma anche più produttivi.

Sebbene le tranche junior siano considerate rischiose, le tranche senior valutate in modo improprio hanno portato alla crisi finanziaria.

Le agenzie di rating come Moody’s, S&P e Fitch hanno avuto un ruolo importante valutando in modo negligente la valutazione del rischio di CDO. Hanno assegnato un rating A alle tranche senior costituite da mutui subprime che alla fine sarebbero falliti. Un cosiddetto “investimento sicuro” non era affatto sicuro, e loro lo sapevano.

 

Rischio non considerato correttamente

Molti prestiti hanno tassi di interesse variabili, se la FED aumenta i tassi, le piccole e medie imprese dovranno pagare interessi più elevati ai loro prestatori.

Le piccole e medie imprese pur di sopravvivere accettano questi prestiti e vivono il rischio dell’aumento dei tassi di interesse.

Ovviamente un aumento dei tassi di interesse può provocare in molti casi l’impossibilità  a restituire il prestito, questo li rende molto rischiosi, perché la FED non alzerà i tassi quando l’economia avrà recuperato e gli imprenditori potranno permettersi di pagare tassi più alti, bensì quando l’inflazione aumenterà sopra al 2% e questo momento  non corrisponderà al recupero dell’economia.

Se i prestiti sottostanti che compongono i CLO sono rischiosi, allora abbiamo motivo di preoccuparci della crescente popolarità dei CLO. Le piccole e medie imprese sono diventate dipendenti dal debito.

 

Il Giappone è uno dei principali sottoscrittori di CLO

Le banche giapponesi detengono miliardi di dollari di CLO perché offrono rendimenti più elevati rispetto ai titoli di debito giapponesi. Il regolatore finanziario giapponese, ritiene che la qualità dei prestiti sottostanti sia in netto calo. La FSA giapponese ha interrogato sia la Japan Post Bank Co. che la Mitsubishi UFJ sulle loro pratiche di gestione del rischio. Questa attività di controllo è promettente in quanto è una misura proattiva. Detto questo, la semplice identificazione dei rischi non li fa scomparire del tutto.

Quando siamo giovani a scuola ci insegnano la storia per non ripetere gli errori dei nostri antenati.

Chi governa il settore finanziario dovrebbe diventare più bravo a studiare storia.

Abbiamo identificato le cause della crisi finanziaria del 2008. Abbiamo visto quanto quella crisi ha gravemente danneggiato l’economia. Eppure eccoci qui, a rischiare di ripetere gli errori del passato.

Ora che conosciamo la minaccia rappresentata dai CLO, dobbiamo essere proattivi e proteggerci in anticipo per evitare un’altra catastrofe.

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